VI. POTENZIALE PATOGENETICO DEGLI ANCA

La stretta correlazione fra ANCA e WG e MPA, in particolare con le fasi di attivitÓ della malattia, ha suggerito un loro possibile ruolo patogenetico.

Dopo l'osservazione originale di Falk et al. (1990) che gli ANCA erano in grado di attivare in vitro i neutrofili, sono stati pubblicati numerosi studi che hanno sottolineato il potenziale flogogeno degli ANCA.

Riassumendo si pu˛ concludere che:

Questi dati, seppur suggestivi, rappresentano solo una evidenza indiretta del ruolo patogenetico degli ANCA nelle vasculiti. Contro un loro ruolo fondamentale rimane la constatazione che una minoranza significativa di pazienti con WG e MPA sono ANCA negativi, perlomeno con le metodiche attualmente disponibili per la loro determinazione.

Nell'animazione e' schematicamente rappresentato un ipotetico modello del ruolo patogenetico degli ANCA.

animazione: "Ruolo patogenetico degli ANCA"

 

LPS: lipopolisaccaride
IL-1
b: interleuchina 1b
IL-8: interleuchina 8
IFN
g: interferone g
PMN: polimorfonucleato
B: linfocita B
CD4+: linfociti CD4+
TCR: recettore dei linfociti T
Th: linfocita T helper
Tdth: delayed-type hypersensitivity T-cells

MHC: complesso maggiore di istocompatibilitÓ
TNF
a: tumor necrosis factor a
Fc
gR: recettore Fc della catena g delle gammaglobuline
a1AT: a1-antitripsina
ROS: radicali liberi dell'ossigeno
ELAM-I, VCAM-I, ICAM-I: molecole di adesione
Si ipotizza che, in soggetti geneticamente predisposti e quindi potenzialmente in grado di produrre ANCA (processo T helper dipendente), un'infezione intercorrente porti, mediante la liberazione di citochine, all'espressione sulla membrana di PR3 e MPO.
Gli ANCA, a questo punto,  sarebbero in grado di interagire con i neutrofili attivandoli e provocando il rilascio di radicali di O2 e di enzimi proteolitici. Le citochine liberate dall'infezione attiverebbero inoltre l'endotelio con sovraespressione di molecole di adesione e richiamo dei neutrofili. L'attivazione e la degranulazione dei neutrofili porterebbe anche alla liberazione di PR3 e MPO che si legherebbero all'endotelio, diventando bersaglio degli ANCA. Tutti questi processi porterebbero ad un danno endoteliale.


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